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Tra i
tanti obiettivi educativi che la scuola si propone di raggiungere,
uno in particolare recita: "Impariamo a rispettare l’ambiente
circostante".
Fra le diverse iniziative atte a favorire il raggiungimento di
questo obiettivo, è stato pensato ed inserito il progetto “Adottiamo
gli olivi della scuola”; da nove anni ormai, è uno dei fiori
all’occhiello del nostro Istituto e del Comune di Elmas che,
attraverso la collaborazione con l’Istituzione Scolastica, persegue
il fine della conservazione e della valorizzazione del verde
cittadino quale patrimonio ambientale e culturale legato
all’identità dei luoghi, insieme al coinvolgimento, l’educazione e
responsabilizzazione degli scolari, futura cittadinanza attiva.
Sono pochissime le scuole italiane che possono vantare progetti di
“orto scuola” simili al nostro, non lo diciamo per sentirci speciali
ma, sicuramente, è difficile che quella somma di opportunità che ci
ha permesso di arrivare alla realizzazione del progetto, possa
ripetersi di frequente. “Adottiamo gli olivi della scuola” ha
significato perfezionare nel tempo un percorso che ci ha portato a
seguire fasi di cura colturali, di raccolta (meccanica e manuale) e
di lavorazione al frantoio, fino ad ottenere il prodotto finale. A
tutte queste fasi hanno sempre partecipato i nostri alunni: come
parte attiva ogni volta che la sicurezza delle operazioni lo
permetteva, come spettatori laddove le attività non lo consentivano.
Bisogna ricordare che abbiamo adottato le piante di olivo dopo circa
venti anni di abbandono; avevamo quindi degli “orfani” che in
diversi casi erano alti anche più di dieci metri. Per ovvie ragioni
procedemmo ad abbassare le piante in quanto erano diventate poco
gestibili.
Da due anni a questa parte abbiamo un proficuo rapporto di
collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abruzzi”
nel cui bacino di utenza si trova il nostro Istituto Comprensivo.
Quest’opportunità ci ha consentito di allargare il ventaglio delle
nostre esperienze nei campi dell’Enologia, della Florovivaistica,
etc., con attività in impianti e con attrezzature che il nostro
modesto budget non ci avrebbe mai permesso.
Tra le cure colturali, l’ulivo necessita di potature che possono
essere: di allevamento, di produzione, di formazione, di riforma, di
trasformazione, di ringiovanimento e di risanamento, a seconda dei
momenti, dell’età, delle necessità, della coltura, ecc. Quest’anno,
approfittando dei consigli tecnici dell’I.T.A., dell’inserimento del
progetto Adottiamo gli ulivi nel contenitore progettuale più
ampio delle “Aree a rischio” che ci ha permesso il
reperimento dei fondi, abbiamo proceduto ad operare una potatura di
riforma e ringiovanimento per ricondurre alla corretta forma le
piante e dare nuova spinta vitale all’ulivo con l’emissione di nuovi
germogli.
Con queste poche notizie pensiamo di poter soddisfare la curiosità
che ha circondato le operazioni di potatura, soprattutto per coloro
i quali, non avendo figli nella scuola media, non potevano avere
notizie di prima mano.
Nella prosecuzione della nostra opera di sensibilizzazione e
divulgazione, siamo a disposizione di quanti, nel paese, volessero
notizie su pratiche colturali inerenti l’ulivo. Ci piace
sottolineare che, in un mondo che è sempre più avaro di opportunità
simili, tutti i nostri e vostri ragazzi sono entusiasti di poter
praticare le esperienze offerte da questi progetti e che le nuove
conoscenze acquisite contribuiscono a formare nella maggior parte di
loro, un rispetto consapevole dell’ambiente circostante.
Il
responsabile del progetto,
Prof. Maurizio Marini
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