Incontro con Antoni Arca.

Sabato 15 dicembre, ci siamo incontrati con Antoni Arca, autore del libro “I racconti di Nino”, tratto dalle lettere di Antonio Gramsci, scritte dal carcere ai parenti.
Ci siamo recati in palestra, dove era riunita la scuola.
L’incontro si è svolto in questo modo:
Un attore ha letto due testi dal libro, la prima storia era fantastica, la seconda realistica e credo che tutti quanti abbiamo ascoltato con attenzione.
Poi egli ha presentato le collaboratrici e se stesso, dopo di che ci ha fatto conoscere Antoni Arca.
Ci ha raccontato che esistono ancora oggi nipoti di Antonio Gramsci: Antonio Gramsci junior, che fa il musicista.
In seguito abbiamo posto delle domande all’autore, le nostre curiosità sul politico sardo e la sua vita.
Le risposte ci hanno sorpreso molto, soprattutto quando ha detto che uno dei figli non sapeva se il padre era ancora vivo.
Nicola Lai gli ha fatto la domanda: - ”Quando è nata la sua vena per la scrittura?”. Antoni Arca gli rispose in questo modo:
- “La maestra un giorno mi disse che quello che scrivevo non aveva senso, non si capiva niente. Allora ho deciso che si sbagliava”.
Però, siccome il tempo era poco, maestro Gigi, un insegnante delle elementari, propose di scrivere sul computer le domande da fare sullo scrittore, Antoni Arca.
Poi siccome era suonata la campana , ce ne siamo dovuti andare a casa.

Fabio Garau classe 1 B

Il giorno 22/12/07 siamo andati nell’aula magna a vedere la rappresentazione teatrale che riguardava Gramsci e un ragazzo d’oggi .
Il ragazzo disegnava con le bombolette su una parete, e Gramsci scriveva nel carcere; a un certo punto, il ragazzo incominciò a fare domande a Gramsci ed egli gli rispondeva. Iniziò un confronto tra Gramsci e il ragazzo. Gramsci gli parlò della sua vita, gli fece vedere delle lettere che aveva scritto per la famiglia. Gramsci guardava quello che faceva il ragazzo, gli chiese se poteva provare anche lui e provò. poi fece vedere il disegno di un animale che aveva fatto, per farlo riprodurre al ragazzo. È stata una rappresentazione molto interessante, mi è piaciuta perché i protagonisti si confrontavano e discutevano sulle loro idee. Inoltre gli attori hanno interpretato bene i loro ruoli.
 

Valentina Loi

Sabato 22 dicembre abbiamo assistito ad una rappresentazione teatrale a scuola. Parlava di Antonio Gramsci catapultato nel futuro, che ha incontrato un ragazzo dei nostri tempi. La recita si è svolta in aula Magna. Nelle ore precedenti sono venute quattro persone travestite da babbo Natale che suonavano le canzoni natalizie. La rappresentazione si è ripetuta per separare le classi e far meno confusione. Noi siamo andati assieme alla 1° C. Si sono spente le luci e una signora ha iniziato a suonare il pianoforte. Così è iniziata la recita. Quest’ultima consisteva in un writer che dipingeva un muro, e Gramsci che gli parlava dei suoi tempi: ha raccontato anche due favole chiedendo alla moglie di leggerle ai suoi figli come sapeva leggere lei. Infine ha detto di non rimanere con le mani in mano, riguardo alla politica, ma di proporre sempre qualcosa. Alla fine ce ne siamo andati e sono iniziate le vacanze!
LA STORIA
Gramsci catapultato nel presente incontra un writer che disegna la Sardegna e le cose che dice Gramsci: gli racconta “ Il topolino e la montagna” e “il riccio e la montagna”, e infine il writer dice che se ne frega della politica. Invece Gramsci dice che bisogna intervenire sempre e fare qualche cosa per e migliorare il mondo!!

Alessandro Sedda 1 B

IL 22 dicembre 2007 non era una giornata come le altre perché era l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie e saremmo usciti alle ore12. 30 .
Inoltre c’era una rappresentazione teatrale su Antonio Gramsci. La rappresentazione era una alle 9. 30 e una alle 11:00. Noi abbiamo assistito alla seconda . Con la nostra professoressa abbiamo occupato i primi posti. La rappresentazione parlava delle differenze generazionali, su come ci si impegnava a scuola sia all’epoca di Nino sia nella nostra e poi le cose che piacevano ad un epoca ed a un’ altra. Ad un certo punto Nino ha disegnato con la bomboletta spray. E cosi ci hanno salutato,e noi abbiamo aspettato il suono della campana

Gianluca Podda 1 B

Sabato 22 Dicembre c’è stata una manifestazione teatrale nell’aula Magna della scuola media.
Si trattava di un incontro tra un attore che interpretava A. Gramsci e un altro che interpretava un writer, uno dei ragazzi che dipinge sui muri.
All’inizio si vedeva a malapena Gramsci che scriveva una lettera al buio della cella. A fianco a lui c’era il writer seduto per terra che osservava l’inizio del suo disegno sul muro.
Dopo qualche minuto si presentano e raccontano della loro vita
-Nessuno mi accetta , perché mi vesto come piace a me o per quello che faccio.-
Allora il politico interviene:
- Non importa come ci si veste o cosa si fa, le persone devono lasciare esprimere le idee degli altri, non come hanno fatto a me: mi hanno rinchiuso qui pensando che il mio pensiero non potesse superare questi muri che mi rinchiudono!-
Gramsci parla della sua famiglia e dei suoi figli ,delle lettere che si scrivono ; dopodiché Gramsci racconta una favola tipica del suo paese : Ghilarza .
Al writer piace molto quella storia, il politico ricomincia a parlare della sua vita:
-Oh , quanto mi manca la politica!
Il ragazzo allora esprime la sua opinione:
-Io odio la politica e sai perché? Perché non la capisco e anche perché i politici non fanno altro che fare credere agli altri di impegnarsi quando loro non lo fanno. E poi pensano solo a loro e ai loro soldi, ad essere famosi e tutto il resto!-
Durante la conversazione il ragazzo aveva continuato a pitturare il muro : ora c’erano disegnati la Sardegna , due lettere che ora non ricordo e poi c’era scritto Nino Gramsci.
Dopo qualche minuto il writer chiese:
-Scusa, ma tu come ci sei finito qua dentro?-
- Be vedi, poco tempo fa è salito al trono un dittatore e ha detto che chi la pensava diversamente …. Be ,io la pensavo diversamente!-
- Sai che alcuni ancora oggi la pensano come te ,Nino , che dicono quello che hai detto tu .Be , allora sai che faccio?-
Si mise ad aggiungere alla scritta ,”Nino Gramsci la parola Presente: “Nino Gramsci Presente.

Simone Marroccu 1 B


Questo anno in tutta Italia si ricordano i settant’ anni dalla morte di Antonio Gramsci.
Il 15 dicembre 2007 nella scuola media di Elmas è venuto a trovarci l’ autore Antoni Arca che ha scritto vari libri, ma quello che a noi interessava era “I Racconti di Nino “.
All’ inizio della rappresentazione dei lettori ci hanno raccontato due storie: una reale e una fantastica. Poi una disegnatrice ci ha mostrato dei lavori realizzati con plastica e altri materiali. Poi ha preso la parola Antoni Arca, che ci ha raccontato la vita di Gramsci. Nino (Gramsci) era nato ad Ales con un problema alla schiena; ormai cresciuto si iscrive al Liceo Dettori di Cagliari. Successivamente si stabilisce all’ Università di Torino. Dopo molti anni fonda un nuovo giornale: L’ Unità . Partì a Mosca e li fondò il partito Comunista. Nino incontrò una violinista e con lei si sposò ed ebbe due figli, solo che il secondo non lo vide perché era in carcere. Per i figli scrisse molti libri.
Morì a Roma nel 1937.
Antoni Arca ci ha informi che il figlio di Nino ebbe un erede che si chiama Antonio Gramsci Junior.
Rispondendo ad una delle nostre domande, ci ha detto di aver incominciato a scrivere a otto anni .
Poi è suonata la campana e io ero imbufalito perché non avevo potuto fare la domanda che mi ero preparato. L’autore però ci ha lasciato il suo indirizzo per continuare il dialogo attraverso la posta elettronica.
 

Gianluca Podda classe 1° B

Il giorno 15/12/07 abbiamo incontrato un autore che si è dilettato a raccontare le opere di Antonio Gramsci; infatti scrive delle fiabe su di lui.
Due giorni prima abbiamo impostato delle domande da fargli. Qualcuno stava in coppia con il compagno perché doveva porre la stessa domanda. Queste ultime erano varie; ad esempio la mia chiedeva ad Antoni Arca come si era informato su Gramsci, altre chiedevano che libro gli era piaciuto di più scrivere ecc.
L’incontro si è svolto in palestra. Noi siamo andati a mezzogiorno e mezzo circa; quando siamo arrivati c’erano già le terze A e B. Ci siamo posizionati in prima e seconda fila. Ho notato che c’era l’assessore alla pubblica istruzione e la preside. Però non riuscivo a capire chi era l’autore del libro “Le avventure di Nino”, perché c’erano tre interpreti, e quindi mi chiedevo se l’autore fosse tra loro!! Dopo aver aspettato qualche minuto, una signora ha aperto una specie di cassaforte, chiusa con una catena che aveva il significato degli anni trascorsi in carcere da Gramsci; all’interno c’erano altri cassettini; ne ha aperto uno, da questo veniva fuori un qualcosa che ho capito cos’era quando gli interpreti hanno recitato “Il topolino e la montagna”, favola di Antoni Arca. Quella cosa era il topolino!! Sono rimasto stupito da come hanno rappresentato bene quel testo, che conoscevo già. Successivamente uno degli attori ha raccontato un'altra storia, non una favola. Era una storia accaduta veramente a Gramsci, che raccontava di un ragazzino rinchiuso in una “capanna” e legato con una catena. Mi sono dispiaciuto anch’io nel sentire questa storia. Poi una signora ha aperto tutti gli altri cassettini dove erano situati altri animali protagonisti del libro, che non sono riuscito ad identificare. Poi è arrivato il vero autore che ci ha raccontato la vita di Gramsci. Successivamente abbiamo posto le domande composte in classe, ma molte- come la mia – non sono state fatte perché aveva già “risposto”. Finito il discorso dell’ assessore alla pubblica istruzione e della preside siamo andati via!

Alessandro Sedda 1 B

L’ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze di Natalizie, nell’aula magna, è stato organizzato uno spettacolo.
C’era un attore che interpretava Antonio Gramsci che scriveva e leggeva le lettere, mentre un ragazzo interpretava un writer del 2007 che colorava i muri.
In sottofondo c’era la pianista, che per me era bravissima.
Gramsci spiegò al ragazzo l’importanza di dipingere per piacere e non per sporcare i muri, poi gli disse che prima non c’erano queste moderne bombolette ma si disegnava con i colori che si riuscivano ad ottenere con le sostanze naturali.
Mentre Gramsci leggeva il ragazzo cercava di riprodurre la storia in immagine.
Poi Antonio gli diede un disegno del figlio e gli chiese se poteva riprodurlo; lui riuscì a farlo.
Finito lo spettacolo siamo ritornati in classe.
A me sono piaciuti molto i sottofondi musicali, perché quando la pianista aumentava di tono o di velocità della musica Gramsci adattava la lettura: faceva più alta la voce oppure velocizzava la lettura.
Invece del ragazzo mi è piaciuto come sapeva rappresentare con l’immagine le storie.

Francesca Chiara Serri 1B.