Lezione di Musica Sarda:

LE LAUNEDDAS

 


Andreas Fridolin Bentzon, etnomusicologo daneseLodevole iniziativa, quella di un seminario di formazione in due giornate dell’Istituto Comprensivo “Mons.Saba” di Elmas. Ancora più meritevole il fatto che, dopo quello del prof. Blasco Ferrer (19 maggio 2009), docente di linguistica sarda all’università di Cagliari, rivolto ai soli docenti, il secondo intervento (26 maggio), del prof. Dante Olianas, si è aperto a tutti i cittadini. La scuola, dunque, come deve essere, si apre al territorio, e offre i suoi servizi, laddove è possibile. 
Dante Olianas insegna inglese in un istituto superiore di Cagliari, ma è soprattutto d
ocente esperto di tradizioni popolari, e fondatore dell’Associazione culturale “Iscandula”, presso cui ha prodotto il DVD "Is Launeddas - La musica dei Sardi".Il bronzetto itifallico di Ittiri
Nell’incontro si è parlato di questo straordinario strumento identitario della Sardegna, unico nel suo genere, antichissimo perché risalente a circa 3000 anni fa. La sua esistenza è documentata dal famoso bronzetto itifallico di Ittiri, classificato da Antonio Taramelli nel 1907, e oggi esposto nel Museo Archeologico di Cagliari.
La sottolineatura della virilità  e delle mammelle, suggerisce che le launeddas erano anche uno strumento sacro nella religione nuragica, legato alla danza propiziatrice della fecondità della natura.
Le launeddas, ha spiegato il prof. Olianas, sono fatte di umili canne, tre per l’esattezza, su
basciu o tumbu è la canna più lunga e fornisce una sola nota: quella della tonica su cui è intonato l'intero strumento; sa  mancosa manna ha la funzione di produrre le note dell'accompagnamento e viene legata con spago impeciato al basso (formando la croba); la mancosedda è libera, ed ha la funzione di produrre le note della melodia.
Le Launeddas producono una tale complessità di melodie che sono stati in molti, studiosi e musicisti, che si sono chiesti come sia stato possibile che un popolo povero di risorse socio economiche abbia potuto produrre uno strumento di tale valenza culturale.
Di questo si accorse Andreas Fridolin Weis Bentzon, lo studioso danese che visitò per la prima volta la Sardegna nel 1953, innamorandosi delle launeddas, studiandone le caratteristiche
nel secondo viaggio del 1955 e poi procedendo a delle straordinarie registrazioni nel 1957 e nel 1962, anno in cui con una 16 mm. riprende scene di vita popolare sarda in 20 pellicole, da cui il regista Fiorenzo Serra trarrà successivamente il noto documentario "Is Launeddas, la musica dei
Sardi." (per ulteriori notizie si rimanda al sito del prof. Olianas www.launeddas.it).
C’è da chiedersi perché le launeddas non si insegnano al conservatorio, perché non si utilizzano le canne, quali materia prima per produrre ance per i diversi strumenti a fiato, che vengono spesso acquistate in Germania o in paesi non produttori della materia ... ma  qui il discorso si fa lungo perché ha a che fare sull’imprenditoria sarda legata alle tradizioni popolari.  

Scheda di Tonino Sitzia per “Equilibri” e “Istituto Comprensivo Mons. Saba di Elmas


Recensione:
Tonino Sitzia