Lodevole iniziativa, quella di un seminario di formazione in
due giornate dell’Istituto Comprensivo “Mons.Saba” di Elmas. Ancora più
meritevole il fatto che, dopo quello del prof. Blasco Ferrer (19 maggio
2009), docente di linguistica sarda all’università di Cagliari, rivolto ai
soli docenti, il secondo intervento (26 maggio), del prof. Dante Olianas,
si è aperto a tutti i cittadini. La scuola, dunque, come deve essere, si
apre al territorio, e offre i suoi servizi, laddove è
possibile.
Dante Olianas insegna inglese in un istituto superiore
di Cagliari, ma è soprattutto docente
esperto di tradizioni popolari, e fondatore dell’Associazione culturale
“Iscandula”, presso cui ha prodotto il DVD "Is Launeddas - La musica dei
Sardi".
Nell’incontro si è parlato di questo straordinario
strumento identitario della Sardegna, unico nel suo genere, antichissimo
perché risalente a circa 3000 anni fa. La sua esistenza è documentata dal
famoso bronzetto itifallico di Ittiri, classificato da Antonio Taramelli
nel 1907, e oggi esposto nel Museo Archeologico di Cagliari.
La
sottolineatura della virilità e delle mammelle, suggerisce che le
launeddas erano anche uno strumento sacro nella religione nuragica, legato
alla danza propiziatrice della fecondità della natura.
Le launeddas, ha
spiegato il prof. Olianas, sono fatte di umili canne, tre per l’esattezza,
su basciu o tumbu è la canna più
lunga e fornisce una sola nota:
quella della tonica su cui è intonato l'intero strumento; sa
mancosa manna ha la funzione di produrre le note dell'accompagnamento e viene legata con spago impeciato al basso (formando la croba); la mancosedda è
libera, ed ha la funzione di produrre le note della melodia.
Le Launeddas producono una tale complessità di melodie
che sono stati in molti, studiosi e musicisti, che si sono chiesti come
sia stato possibile che un popolo povero di risorse socio economiche abbia
potuto produrre uno strumento di tale valenza culturale.
Di questo si
accorse Andreas Fridolin Weis Bentzon, lo studioso danese che visitò per
la prima volta la Sardegna nel 1953, innamorandosi delle launeddas,
studiandone le caratteristiche nel
secondo viaggio del 1955 e poi procedendo a delle straordinarie
registrazioni nel 1957 e nel 1962, anno in cui con una 16 mm. riprende scene di vita popolare sarda in 20
pellicole, da cui il regista Fiorenzo Serra trarrà successivamente il noto
documentario "Is Launeddas, la musica dei
Sardi."
(per ulteriori notizie si rimanda al sito del prof. Olianas www.launeddas.it).
C’è da chiedersi perché le launeddas non si insegnano
al conservatorio, perché non si utilizzano le canne, quali materia prima
per produrre ance per i diversi strumenti a fiato, che vengono spesso
acquistate in Germania o in paesi non produttori della materia ...
ma qui il discorso si fa lungo perché ha a che fare
sull’imprenditoria sarda legata alle tradizioni popolari.
Scheda di Tonino Sitzia per
“Equilibri” e “Istituto Comprensivo Mons. Saba di
Elmas”