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"Gramsci
Antonio: presente"
Spettacolo
teatrale, adattamento da
"L'Albero del
riccio" e "La città futura" di Antonio Gramsci
a cura
di Rossana Copez e Marta Proietti Orzella |
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Quest’anno, il 2007, si ricorda Gramsci perché è il suo 70°
anniversario dalla sua morte avvenuta nel 1937. Antoni Arca ci ha
raccontato un episodio della vita di Nino (che era il soprannome di
Gramsci ): egli conosceva una famiglia con un figlio che non si
faceva vedere quasi mai.
Quando un giorno Nino vide quel ragazzo, rimase stupefatto perché
non gli si erano sviluppate le gambe e lo avevano fatto vivere in
una stalla per la vergogna della sua malattia.
Gramsci, nato ad Ales, aveva la tbc ossea, che gli portava la febbre
molto alta, tanto che si credeva che sarebbe morto; egli fu molto
grato alla sua famiglia per non averlo rinchiuso in una stalla.
Fondò anche un giornale che c’è ancora oggi: l’UNITA’.
Fu arrestato e non oppose alcun problema perché lui era dalla parte
degli operai e dei più poveri.
Gramsci ebbe il premio per il miglior romanziere. Antoni Arca
incominciò a scrivere in 3^ elementare quando la maestra gli disse
che non sapeva scrivere, e allora ha la vena per la scrittura.
Quest’incontro è stato educativo e molto bello.
Lai Nicola 1 B
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GRAMSCI è seduto e il ragazzino sta disegnando sui muri con le
bombolette spray colorate. Si incontrano e GRAMSCI gli fa vedere
delle lettere e dei disegni, e il ragazzo li riproduce sul muro,
GRAMSCI gli fa i complimenti perché disegna bene. Parlano di diverse
cose, della politica, della gente. Il ragazzo dice che la rabbia la
sfoga disegnando sui muri. GRAMSCI gli dice di farlo provare, gli dà
il giallo e disegna il sole e la luna. Gli spiega che lui deve
stimolare la sua voglia di imparare, gli ha spiegato tante cose. Poi
il ragazzo gli chiede perché è in prigione e risponde che non c’è la
democrazia come oggi. Dopo legge una lettera che deve mandare alla
moglie per leggerla ai figli. Parlarono ancora a lungo e in fine si
salutano.
Picciau Marta 1
B
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