Produzione de SU COCCOI
 

L’anno scolastico è appena cominciato, l’entusiasmo di vedere fare e di imparare facendo è tanto per cui abbiamo iniziato il nostro lavoro all’insegna del “ buon odore di pane” così mercoledì 1 ottobre è stato avviato il nostro primo laboratorio didattico “ la produzione de Su Coccoi”…..il primo di una lunga serie….. ci auguriamo.
Importante è stata la disponibilità di nonno Giovanni che, con la sua esperienza nell’arte della panificazione, ha consentito ai bambini delle classi terze della Via Buscaglia di assistere alla lavorazione dell’impasto, alla sua divisione in pezzature e alla loro foggiatura nelle forme desiderate.
I bambini hanno potuto notare: la precisione dei gesti del nonno, la sua destrezza nell’organizzazione del lavoro, l’ abilità manuale nel modellare l’impasto, ultimo ma non per questo meno importante, hanno avuto modo di conoscere, attraverso le parole del nonno, le consuetudini di vita, i saperi e le tecniche di produzione del presente e del passato.
L’intento fondamentale di questo laboratorio era quello di far vedere ai bambini come si produce il pane, quali sono gli elementi indispensabili per la sua realizzazione (farina, acqua, lievito ed eventualmente sale ), la funzione che ha il lievito nella fermentazione panaria, l’abilità manuale dell’uomo nella realizzazione di differenti tipi di pane.
Gli scolari hanno appreso così che il processo di panificazione è costituito da tre fasi distinte: impasto, lievitazione e cottura.
L’impastamento ha lo scopo di miscelare in modo omogeneo gli ingredienti e può essere eseguito manualmente o mediante l’impiego di impastatrici meccaniche;( nel nostro caso è stata utilizzata l’impastatrice del nonno);
la lievitazione ha lo scopo di provocare la fermentazione del pane che fa rigonfiare la pasta rendendola idonea alla cottura. I lieviti usati nella panificazione sono due: il lievito madre o lievito naturale o lievito di pasta acida (nonno Giovanni ne ha portato un pezzo per farlo vedere e annusare agli alunni e ha pure spiegato come ottenerlo) e il lievito di birra o lievito compresso.
Entrambi i lieviti sono stati messi dal nonno nell’impasto;
la cottura il pane, dopo essere stato modellato, viene cotto in forno ad una temperatura di 200-300° si forma così una crosta più o meno spessa e di colore più o meno scuro. Nell'interno del pane la temperatura si mantiene sempre relativamente bassa (100° circa).
Quest’ultima fase si è svolta nell’abitazione di nonno Giovanni perché possiede un forno a legna tradizionale; al termine della cottura si è ottenuto un buon pane dall’ odore gradevole, “Su Coccoi”, pane di semola lavorato con delle punte, che , nonno Giovanni ci ha detto veniva preparato in occasioni di festività come Natale, Pasqua, battesimi e matrimoni; più era importante l’occasione più veniva decorato, e prendeva il nome di Coccoi Pintau. Per Pasqua, invece, si preparava Su Coccoi Cun S’Ou, pane Coccoi con un uovo al centro che nonno Giovanni ha preparato per farcelo vedere ai bambini e non solo.
Il pane prodotto è stato poi portato a scuola e non vi dico l’odore che emanava e la gioia di tutti i presenti quando lo hanno visto e soprattutto quando lo hanno mangiato ………. una FESTA.


Maestra Limbania