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La grande Laguna di Santa Gilla, ambiente ricco di risorse e immenso
patrimonio naturalistico, durante le “Giornate dell’Accoglienza”, si
è trasformata in un’autentica officina, dove agli allievi del “Mons.
Saba”, è stata data l’opportunità di vivere esperienze differenti,
ma sempre coinvolgenti.
Pittura, disegno, raccolta di materiali naturali, attività storiche
come la pesca, produzione di strumenti e suoni di secolare memoria,
si sono alternati ai ritmi afroamericani della danza hip hop: un
mondo di contrasti e di armonie.
Tra le proposte “offerte” agli allievi, le attività di educazione naturalistico-ambientale, svolte sulla riva della bellissima laguna,
luogo davvero di grande fascino, “… una cosa da fine del mondo”,
come scrisse D.H. Laurence nel suo “Sea and Sardinia” del 1921.
Con l’osservazione diretta si è cercato di promuovere e stimolare
nei ragazzi l’interesse per l’ambiente lagunare e per le attività
umane ad esso legate, come la pesca, che costituisce ancora una
risorsa molto importante.
E come i pescatori non hanno dimenticato, anzi hanno ripreso con
sempre maggiore entusiasmo il mestiere che fu dei padri e dei nonni,
così il Professor Orrù non ha voluto che l’antico patrimonio degli
strumenti della musica popolare della Sardegna, andasse perduto.
Il suono (e la costruzione) di pipiolu, bena, sulittu, launeddas,
trumbittas, hanno incantato i bambini (e relativi insegnanti),
contribuendo a far conoscere strumenti di cui si è servito il popolo
sardo per far musica, dal periodo nuragico fino ai nostri giorni.
La musica, il canto, il ballo, sono stati (e sono tuttora), presenti
e diffusi in tutta la Sardegna.
Ma la musica, il ritmo e lo spirito sono propri anche dei tamburi
africani: ed ecco le note rap dell’hip hop, ballo apprezzato da
molti bambini e ragazzi, che hanno avuto l’opportunità di cimentarsi
in questa danza, seguiti dall’istruttore Lele.
Tanti laboratori, dunque, diversi e interessanti, che hanno reso il
ritorno a scuola piacevole e … “accogliente”!
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