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Martedì, finalmente, abbiamo messo in scena il recital “Sa Natividadi in
Terra di Sardigna”. Eravamo emozionatissimi, non vedevamo l’ora di
salire sul palco!
Quando, nel mese di ottobre, la maestra ci ha proposto di recitare in Lingua
sarda, eravamo molto spaventati, pensavamo che fosse difficilissimo … Poi
abbiamo cominciato a provare e ci siamo accorti che era davvero bello! Una
volta è venuta ad ascoltarci, durante le prove, anche maestra Rita Sedda e
ci ha aiutato a pronunciare meglio alcune parole!
Azzurra ha interpretato Mariedda, una Madonnina molto, molto simpatica, che
ha fatto ridere tutti con le sue battute spiritose “Pepi, seu totu stronada,
custu burriccu camminada a trottu, parit imbriagu!”. Il povero Pepi, cioè
Matteo, cerca un “apposentu” : bussa a tante porte, a tanti “rifugi”, ma
nessuno vuole accogliere la famigliola e “su burricu”, cioè il bravissimo
Nicolò.
A furia di girare per la Sardegna, in cerca di “ricoveru”, “sa cumpangia”
arriva a “Su billionariu”, il famoso locale di Flaviu Briatore (Samuele) .
“Sa serbidora” del locale, Gaia M., fa capire che quello “non est logu po
bos atrus”. Andrea, “unu sonadori” e Valentino, “amigu de Flaviu”, non
vogliono interrompere la festa. Lì pensano solo a divertirsi, a ballare
“totus ballus modernus” . E, con l’aiuto di Lele, anche noi abbiamo
presentato una bella coreografia e ci siamo divertiti moltissimo!
Loris, Moris e Gabriele hanno fatto i narratori. Loris aveva la varicella, è
guarito appena in tempo, meno male!
Era presente anche Chiara, che è timidissima, perciò pensavamo che non
venisse, invece… alla fine è arrivata e ha recitato benissimo!
Anna e Simone Vadilonga erano i proprietari de “Su cuaddu birdi”, Simone
Pinna e Maria Sara due invitati. Anche loro mandano via Mariedda, Pepi e su
Burricu. La stessa cosa era successa a “S’oasi de sa paxi”: “sa signora”
Maura, con l’amica Daniela, non li ricevono “… ca imbrutais totu su logu” .
Quando recitavamo i genitori erano molto contenti, e dicevano “Bravissimi!”.
C’erano anche tanti nonni, felici perché recitavamo in Lingua sarda.
Anche le maestre e la Preside ci hanno detto che siamo stati tutti bravi.
Sei bambine, Irene, Giada, Martina, Gaia C., Chiara, Elena, erano le bimbe
povere, che come unici giocattoli, avevano le caprette. Veramente Elena ha
interpretato anche la moglie di Briatore, che ha avuto un bambino assistita
da ventiquattro dottori, diciotto levatrici e dieci infermiere. “Non est
difizile, Mariedda!”.
Anche i quattro stranieri, Alessio, Francesco, Pierpaolo e Luigi hanno
ricevuto molti applausi. Molto tenera la mucchetta Claudia, che indica a “su
burricheddu” dove Mariedda può partorire: “in d’unu nuraxi sbuidu”!
A quel punto siamo rientrati tutti in scena e abbiamo cantato “Notte de
chelu” a due voci. Ci hanno applaudito tanto, il papà di Martina ha detto
che siamo stati “mega bravi”! Tutti i genitori hanno fatto i complimenti
alle maestre, a Lele e ringraziato la Preside che ritiene importante la
Lingua sarda. Le maestre hanno ringraziato le mamme che le hanno aiutate, in
particolare la mamma di Daniela, che ha confezionato i costumi e preparato
la scenografia.
Il signor Roberto Vacca, che è lo zio di Andrea, ci ha regalato dei
deliziosi pandorini, con sorprese diverse per bambine e bambini.
Ma la parte più importante della serata non era ancora arrivata: come l’anno
scorso abbiamo aderito alla campagna “Telethon- missione possibile”. La
mamma di Nicolò e Giada e la mamma di Maura, hanno allestito un banchetto
all’ingresso del teatro, dove erano in vendita le sciarpe, le tazze, gli
ombrelli, le matite, con la scritta “Telethon”. Abbiamo raccolto ben
quattrocentosettantun euro, che serviranno alla ricerca per sconfiggere le
malattie genetiche!
BONA PASKIXEDDA A TOTUS!!!
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