Riceviamo e pubblichiamo...

In questa sezione verranno pubblicate le mail, le poesie, le riflessioni dei lettori 
deve essere espresso chiaramente il consenso alla pubblicazione sul sito

 

 Una preghiera po Pasca Manna

 Ascoltando i tuoi passi

 Il venditore di illusioni

 Ricordati a Pavia i 17  avieri sardi trucidati dai nazisti a Sutri nel 1943

 Profumo di vita, di Marilisa

 Canterà per Te, di Marilisa

Infiorata di Bonaria, di Luca Manunza

Espressione della nostra anima, di Marilisa

Sarà sempre Natale, di Marilisa

Il mio tesoro, di Marilisa

 Murales Sig. Marcello Marci

 Giuiacquas, di Raimondo Pintus

“Espressione della nostra anima”

Marilisa


Salve a tutti! Con questa mia e-mail voglio ringraziare di cuore tutti gli insegnanti e il personale A.T.A. che hanno reso possibile questo spettacolo. I bambini sono stati bravissimi (cuore di mamma non può dire diversamente!) ma, i loro insegnanti sono stati superlativi nel  rendere un progetto così arduo, se pensiamo che la Nostra Lingua non viene quasi più parlata nella maggior parte delle famiglie, un gioco  divertente per gli alunni. I bambini si sono immedesimati nelle loro parti con gioiosa professionalità e alla fine erano visibilmente  soddisfatti. Un grosso grazie a tutti gli insegnanti e alle collaboratrici scolastiche che hanno avuto cura e premura dei nostri bambini, un grosso grazie alla  Dirigente Scolastica e tutti coloro che hanno preso parte al progetto.
Vi aspettiamo al prossimo progetto!!


Maria Loredana Putzulu
 

Questa mia poesia la dedico, sperando sia cosa gradita, a mio figlio Alessio appena congedatosi dal Vostro Istituto nella sezione D, ma anche agli studenti che occupano il suo banco. 
 

Marilisa

Fotografia Fabio Marci

 

GIUIACQUAS

Quando ero bambino la chiamavano semplicemente GIUIACQUAS. Via Giliacquas, com’è evidente, significa Acque di Santa Gilla. Per noi era la strada che portava al “mare”. Il termine stani era usato soltanto da qualche anziano. Era una strada sterrata, silenziosa, fiancheggiata da alte siepi di fichidindia. Ma il 29 Giugno per “Santu Perdu”, la strada si animava: un fervore insolito, un via vai di pescatori,di volenterosi, di gente allegra,  la percorreva. Era la gioiosa atmosfera “de sa Barcheggiara”.  Nel primo pomeriggio, la gente si incamminava verso il mare. Molte giovani donne col vestito nuovo di crespo andavano giulive a braccetto cantando a trallallera. I giovani ammiccavano, alcuni erano muniti di un bottiglione di vino rosso. Prima di perdersi in piccole diramazioni, la strada voltava a sinistra all’altezza de “Sa contonera de Giuiacquas”. Dopo il passaggio a livello lo stagno, con i suoi riflessi argentei, si offriva subito in gran parte alla vista. Lì dove attualmente si trova il deposito della forestale, vi era “Su Portu” o “Portisceddu”, una piccola insenatura naturale, ora collegata. Sulla riva vi era la casetta de “Sa Quarta Regia”. Essendo lo stagno di proprietà del Demanio, la quarta parte del pescato andava per l’appunto allo Stato che lo esigeva per mezzo dei suoi agenti. Le barche da pesca col loro ventre piatto, infilavano la prua di qualche metro oltre la riva. Si pagava un soldo (dieci centesimi di lira). Il barcaiolo solerte ed il suo secondo, aiutavano i passeggeri a salire a bordo, sistemandoli opportunamente. Prendevano il largo stracariche. La gente, felice, intonava il trallallera.  Le più esperte incitavano: “In pizzu de cuddu monti mi pongu a fai arranda, nott’esta o cras’e notti m’aspettu sa domanda…”. Da altre barche echeggiavano anche canti religiosi: “Di Bonaria celeste Regina…”, il tutto intramezzato da esplosioni di gioia. I giovani emettevano grida gutturali, invero strane, somiglianti al nitrito di un cavallo focoso: secondo alcune ipotesi sarebbero di origine araba. L’orizzonte dello stagno affollato di barche faceva da contraltare alla moltitudine multicolore in attesa, assiepata sulla riva. La gente, ubriaca di sole e di sana allegria cominciava a sfollare lentamente al calar del sole. La sagra andò in disuso durante la guerra. Venne ripetuta, se non vado errando, nell’immediato dopoguerra. Poi per oltre cinquant’anni, rimase soltanto un ricordo nella memoria degli anziani. Ma oggi, 29 giugno 2008, un antico fervore ha ripercorso la via Giliacquas.  Come è cambiata e stravolta Giuacquas!  I Masesi, vecchi e nuovi, si sono incamminati nuovamente sul suo antico tracciato: non a piedi, come una volta, ma con lo stesso spirito di una volta. La Santa Messa, la processione a mare e nelle vie del rione Laguna, la gente assiepata sulla riva, hanno riportato alla mente immagini di altri tempi. Rallegriamocene. Ringraziamo coloro che, col ricordo e con fattivo impegno hanno fatto sì che questa festa di “Santu Perdu” sia potuta risorgere, rimettendo in luce un altro tassello della nostra identità. Andiamo avanti. Lo stagno, o laguna,  come giustamente viene chiamata di questi tempi, non è ancora guarito. L’uomo ne ha in parte modificato gli orizzonti e l’ambiente. Solo i monti di Arcosu, i loro affascinanti profili sono rimasti immutati, quasi come auspicio e segno che la Natura è “resistente” e che se aiutata e capita da tutti noi, può infine tornare a vivere.

            Ce lo auguriamo di tutto cuore!

Elmas, 29 Giugno 2008                                                            Raimondo Pintus

 Le riflessioni di Claudia che si esprime con FrontPage


Sono un'assidua visitatrice del sito nonché mamma di un alunno della scuola secondaria di primo grado. Ho vissuto con lui l'ingresso nella vostra scuola media dividendo ansie, timori e aspettative per questo passaggio importante e desidero esternare i  miei sentimenti a chiusura dell'anno scolastico. Ho subito trovato un ambiente sereno, accogliente nonostante un'utenza molto  eterogenea e una ricchezza di proposte educative valide e coinvolgenti; ho apprezzato l'opportunità offerta agli alunni di frequentare gratuitamente corsi  facoltativi pomeridiani che hanno entusiasmato mio figlio suscitando interessi che finora non erano ancora emersi. Vorrei sottolineare la professionalità e la serietà dei docenti che operano  nella scuola ai quali vanno la mia stima e la mia riconoscenza e ringraziare in modo particolare Lei, sempre presente, attenta ai problemi dei ragazzi, disponibile al dialogo con i genitori.
Tutto questo ha permesso a mio figlio di frequentare le lezioni con passione  aprendosi a nuove conoscenze e applicandosi con costanza nello studio; a me ha fatto capire che anche la scuola di oggi, spesso criticata o denigrata,  funziona laddove ci siano persone preparate e competenti che credono nel loro lavoro. Buone vacanze a tutti!!

Elena    
 

 

Dedico questa poesia all'istituto comprensivo del Comune di Elmas, che ha dato la possibilità di realizzare i progetti relativi ai Musicals "Madre Teresa" e Pinocchio.
Grazie di cuore


Marilisa

P.S.. Complimenti per il SITO. Siete fantastici!!!!

Sono sempre io! Invio quest'altra poesia dedicata alla cittadina di Elmas. Se é di Vs. gradimento, pubblicatela altrimenti cestinatela. Spero comunque che questo sia uno stimolo, per i bambini e i ragazzi dell'istituto Comprensivo, a comporre poesie e racconti. E' così rilassante farlo e inoltre la mente si mantiene in esercizio!
Cordiali saluti


Marilisa