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La commedia
(farsa) rappresentata dagli alunni delle classi terze di via
Sestu sabato 13 giugno al Teatro Comunale, è il saggio
finale del laboratorio teatrale del Progetto Integrascuola “Area
a rischio” A.S. 2008/09, dell’Istituto Comprensivo di
Elmas.
Abbiamo lavorato a questo progetto con la convinzione che
l’esperienza della drammatizzazione teatrale in forma giocosa
sia funzionale alla formazione dell’autostima e della conoscenza
della propria persona; questioni fondamentali per una crescita
serena e responsabile della socialità che accompagna tutte le
persone. Il teatro è anche, dal punto di vista pedagogico, un
forte stimolo all’impegno assiduo, al rispetto degli altri e
alla autodisciplina. Lavoro faticoso e duro, anche oscuro, ma
appagante e carico di aspettative per i bambini.
Il risultato
ottenuto, al di là delle ovvie imperfezioni, ne è la prova. Lo
spettacolo è complesso, faticoso, con molti “trucchi teatrali” e
alcune parti davvero impegnative, forse anche troppo per alunni
di questa età. Ma questo è quello che, andando avanti si è
costruito, su questo (sulla difficoltà e la complessità) va
misurato l’impegno di tutti.
E non dimenticando
di essere innanzitutto un insegnante, mi permetto, per il
lavoro, l’impegno e la qualità evidenziati dai nostri giovani
“attori” di assegnare loro un grande dieci e lode.
Note di regia
La commedia è tratta da un romanzo di Samuel Lover, scrittore
irlandese (1797 – 1868) dal titolo “Il piccolo
tessitore di Duleek”. L’autore scriveva
sostanzialmente delle storie d’intonazione popolaresche per il
divertimento delle classi alte (a cui poi lui apparteneva).
Noi abbiamo voluto
farne una farsa e una commedia degli equivoci, che permettesse
una lettura anche dal versante del piccolo tessitore che, nel
tentativo di cambiare la sua condizione di vita, si mette nei
panni di un cavaliere impavido; fa questo però nel modo più
maldestro possibile; tentando di emulare un personaggio che non
è nella sua pelle. Il mondo dei draghi non è facile da
sconfiggere, hanno molti mezzi potenti a disposizione e
soprattutto sono bravi spesso a confonderci le idee. Ci fanno
sentire importanti e utili, allettandoci anche con l’illusione
della grande ricompensa, per poi prendersi gioco di noi.
Se è giusto e nel
pieno diritto di ognuno di noi, migliorarsi e andare avanti
nella vita, è altrettanto saggio farlo rimanendo sempre se
stessi.
Il docente Luigi Cancedda
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