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Oggi è una
bella giornata soleggiata, le nostre patate sono germogliate e come
promesso, i nonni ci insegnano a piantarle. Ci hanno regalato anche
due piantine di nespolo e un plateau di
pomodori. La terra che prima era stata finemente lavorata con il motozappa, è
soffice e pronta. Nonno Antonio
e nonno
Giovanni mostrano ai
bambini gli attrezzi che verranno usati, tutti come era una volta
consuetudine, realizzati personalmente. Nonno Antonio estrae un pomodoro dal plateau e mostra le tenere radici
bianche che temono l'ossigeno dell'aria, quindi incomincia a
piantarle nel solco già concimato e ammorbidito con l'acqua che lentamente
provocherà la fuoriuscita dell'ossigeno dalle radici. Lo strumento di
legno a forma angolare è appuntito su un lato e viene
usato sia per il foro che, dall'altro lato, per misurare la distanza tra le diverse piantine
nel filare. In un batter d'occhio il primo è terminato. Ogni
tanto nonno Giovanni si ferma e racconta di quando hanno incominciato loro, da
piccoli, a lavorare la terra, a gestire i canali d'irrigazione
aprendo o chiudendo con la zappa le deviazioni e tutto questo,
spesso, dall'alba al tramonto e sotto un sole infuocato. Ci raccontano
degli asini bendati che venivano legati alla macina e del sapore
particolare e molto ricercato che i meloni e i pomodori di Elmas
acquisivano rispetto agli altri paesi, perché l'acqua dei pozzi era spesso leggermente
salmastra. |